PROGRAMMA TERAPEUTICO ED ARTICOLAZIONE DELL'ESPERIENZA COMUNITARIA
Il programma terapeutico, nel rispetto dei diritti inalienabili di ogni singolo, descrive la metodologia degli interventi, con riferimento ai principi informatori delle attività degli educatori; definisce le fasi e i tempi complessivi di svolgimento del progetto riabilitativo; descrive gli interventi di carattere psicologico, educativo e sociale.
Nella prima fase
si vive l'esperienza della SEPARAZIONE:
dalla droga, dagli amici che si drogano, dall'ambiente di spaccio.
Si favorirà, così, la rottura dal genere di vita che caratterizza la storia con la droga e l'interruzione temporanea dei rapporti affettivi preesistenti e conflittuali.
In seguito, il giovane sperimenterà la separazione dal mondo adolescenziale, con l'intervento dell'équipe di lavoro a carattere psicopedagogico, e, in varie tappe, passerà dal "problema droga" al "problema uomo". L'équipe, accompagnando con NORMA e AFFETTO

La dipendenza dalle droghe

"dolore", lo aiuterà a recidere "il cordone ombelicale" perché possa RISORGERE A NUOVA VITA.
In seguito, acquistando anche capacità lavorative, la tolleranza alla fatica, interesse per la lettura e la realizzazione dei propri desideri portandoli a buon fine, il giovane gusterà la possibilità realistica di crearsi dei progetti e verificare le proprie capacità a renderli concreto. Si contemplano due linee di interventi paralleli:
- quelli che mirano al ripristino dell'equilibrio psichico, affettivo e spirituale, integrando nell'accettazione le varie parti in sé, fino ad allora vissute confusamente nella frammentazione della personalità.
- quelle che agiscono sulla promozione dei contatti interpersonali sulla base dei contenuti autentici e rispettosi delle diversità altrui, favorevoli alla riarmonizzazione della dimensione sociale.
Entro questi due poli si svolge tutta l'attività terapeutica e di relazione:
1. una serie di microambienti che partono, dal rapporto individuale operatore-accolto, tra accolto e gruppo psicopedagogico formato dalla totalità degli ospiti sotto la supervisione degli esperti che svolgono la loro attività per favorire la "sintesi" e l'individuazione di "nuovi orientamenti" per il gruppo di lavoro.
2. gruppi di attività culturali, ludico-pedagogiche, attingendo dalla collaborazione di "esperti" nel campo musicale, teatrale e fotografico;lasciando affiorare le capacità artistiche di ognuno, per consentire il processo di "catarsi".
Sin dall'inizio il giovane ospite sarà proiettato verso il mondo esterno che lo aspetta e in cui deve tornare: incontri, dibattiti, spettacoli, gite a sfondo culturale e spirituale per la formazione di una nuova concezione delle risorse umane e religiose, saranno considerati punti di arrivo e di partenza nell'iter educativo.








La comunità di recupero il "Risorto" è efficace nel risolvere la dipendenza
La dipendenza da droghe come cocaina, eroina, subutex, metadone, marijuana, hashish, o alcool è un problema talmente insidioso che affrontarlo senza un sostegno valido risulta sempre in un fallimento.
Questo perchè una dipendenza da droghe implica complicazioni fisiche ma anche disagi di tipo personale, psicolgici, comportamentali, ambientali e di relazione con gli altri. Cercare di operare solo dal lato fisico non è sufficiente. Un programma valido e completo dovrebbe quindi prevedere e fare leva su ciascuno di questi aspetti. Inizialmente una persona inizia ad usare droghe per cercare di "risolvere" un qualche disagio personale o difficoltà nella quale si trova. Le droghe in effetti danno la sensazione illusoria di risolvere questi aspetti e per questo motivo diventano importanti nella vita della persona. Andando avanti nel tempo l'organismo si abitua alla sostanza della quale si abusa e sviluppa il fenomeno della tolleranza, spiegato meglio in seguito.
In breve tempo ci si trova completamente schiavi e succubi della sostanza. Tutto ciò che si cercava di risolvere inizialmente è ancora lì insieme ad un desiderio compulsivo di prendere altra droga. Questo porta il consumatore ad usare ogni sua energia per avere i soldi e la droga che gli permettono di non sperimentare i sintomi di astinenza e i disagi dovuti dal rimorso e dai sensi di colpa.
